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La piazza del palazzo

Piazza del Palazzo
Piazza del Palazzo

Costruita sull'onda del successo della magnifica piazza imperiale di Mosca, questa amplia e convenzionale corte è meglio conosciuta come il punto focale delle storiche lotte che hanno trasformato la Russia durante la prima decade del ventesimo secolo. Scolpito tra gli eventi storici c'è, infatti, "bloody Sunday", che da inizio alla rivoluzione del 1905. una domenica mattina, del Gennaio del 1905, migliaia di lavoratori in sciopero, con mogli e figli, marciarono nella piazza per portare una petizione per delle riforme a Nicola II. Ma nella piazza vi trovarono i soldati schierati che cominciarono quasi subito a sparare sulla folla, uccidendo centinaia, qualcuno dice migliaia, di dimostranti. Le cause di questo massacro sono ancora fonte di discussione, soprattutto alla luce della complicata e controversa situazione di tensione politica dell'epoca. Alcuni storici sostengono che sia i dimostranti che i soldati furono manovrati dalla polizia segreta piuttosto conservatrice, che era preoccupata dai segni di riforma che lo Zar intendeva apportare.

Qualunque siano state le cause, l'effetto del "bloody sunday" è sicuramente stato quello di spazzare via l'opposizione popolare e di galvanizzare lo zar, portando i reazionari conservatori guadagnare peso politico all'interno del governo. Al risveglio del "bloody sunday" lo stato politico divenne più diviso, e restio ai compromessi e alle riforme. Emersero tumulti civili in tutto lo stato, e con la sventura della guerra russo-giapponese, il governo fu costretto a varare alcune riforme richieste dal popolo. Fu subito molto chiaro che Nicola e il suo governo non avevano alcuna intenzione di far nulla di buono con questo accordo. Lo scontento popolare e i movimenti politici radicali furono duramente repressi. Mentre questa politica ebbe successo per un certo tempo, poi condusse alla prima Guerra Mondiale creando enormi sacche di dissenso. Il punto di svolta avvenne nel febbraio del 1917, quando il malnutrito, poveramente guidato e scontento esercito non solo si rifiutò di attaccare gli scioperanti a Mosca e a San Pietroburgo, ma cominciò a chiedere la cessazione della guerra. In Marzo lo zar Nicola non ebbe altra alternativa se non quella di abdicare.

Il gruppo dei moderati assunse il controllo provvisorio del governo, prima con a capo il principe Lvov, e poi (in Luglio) Aleksandr Kerensky. Dagli scranni del Palazzo d'Inverno il governo Kerensky cercò di ristabilire l'ordine civile, ma fallì. Tra i partiti socialisti antigovernativi chi vinse furono i radicali Bolscevichi, che lentamente guadagnarono potere tra la crescente impazienza dell'esercito e dei lavoratori. In pochi mesi i bolscevichi decisero di assurgere al potere. La notte del 26 Ottobre organizzarono un colpo di stato armato, assaltando la Piazza del Palazzo e sequestrando il Governo Provvisorio così come lo avevano trovato al loro ingresso nel palazzo D'Inverno. Mentre si svolgeva la bufera all'interno del Palazzo d'Inverno, senza una vera motivazione, il popolo in massa insorse e decretò il momento simbolico della nascita dello stato Sovietico.

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