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Ermitage

L’Ermitage e’ il piu’ imponente museo in Russia nonche’ una tra le piu’ grandi collezioni d’opere d’arte al mondo (2,7 millioni d’oggetti).

Ermitage: Scalinata all'ingresso
Ermitage
Scalinata all'ingresso

La fondazione del museo risale all’anno 1794 quando Caterina II aquisto’ la prima grande collezione di pittura a Berlino. A partire dal 1852 Ermitage divenne museo pubblico, ma per visitarlo occorreva un permesso rilasciato dal Ministero della Corte Imperiale. L’entrata senza restrizioni avvenne solamente nel 1863.

Oggi le collezioni esposte sono collocate in alcuni edifici che rappresentano grandi monumenti architettonici, costruiti in epoche diverse. Il Palazzo d’Inverno, costruito nel 1762 dall’architetto F.B.Rastrelli, fino al 1917 fu la sede ufficiale dell’imperatore. Nel 1837 gli interni del palazzo furono devastati da un incendio e successivamente ricostruiti dall’architetto russo V.Stasov. Vicino al palazzo e’ dislocato un padiglione, 1775 (architetti U.M.Felten e J.B.Vallen-Delamot) denominato edificio del Vecchio Ermitage, 1787 (arch. U.M.Felten). Nel 1842 appositamente per il collocamento del museo venne edificato il Nuovo Ermitage. Il complesso del museo include anche l’ex teatro di corte, 1787 (arch. G.Quarenghi) e dal 1993 anche l’edificio dello Stato Maggiore Generale, 1827 (arch. C.Rossi), che si trova sulla Piazza del Palazzo.

Oggi le collezioni sono divise in svariate sezioni: la Storia dell’arte d’Europa occidentale, la storia della cultura primitiva, la cultura e l’arte dei popoli orientali, la storia della cultura russa e la numismatica. Vi sono custodite opere inerenti la pittura, l’incisione in rame, la scultura dall’antichita’ ai giorni nostri, l’arte applicata e decorativa russa, orientale e d’Europa occidentale (stoffa, vetro, porcellana, arma, ecc.)

Nell’esposizione del museo un posto d’eccellenza viene occupato agli interni del Palazzo d’Inverno: la scala degli ambasciatori (arch. F.B.Rastrelli), la sala dei feldmarescialli (arch. O.Monferran), la sala di Pietro o la sala del trono minore (arch. V.Stasov), la galleria militare (arch. C.Rossi), dove sono esposti 322 ritratti degli eroi di guerra del 1812 compiuti dal pittore inglese J.Dow e dai suoi compagni russi, la sala di malachite (arch. A.Brullov), ecc.

Nella sezione del mondo antico sono rappresentati i monumenti della Grecia Antica e delle sue colonie sul Mare Nero e in Italia, la collezione della scultura della Roma Antica, i monumenti della cultura etrusca. Nella sezione dell’arte d’Europa occidentale si possono ammirare le opere dell’arte Italiana dei secoli XIII-XVIII, di quella Spagnola dei secoli XV-XIX, dei Paesi Bassi e della Finlandia dei secoli XV-XVII, della Francia XV-XX sec., della Germania XV-XVIII sec e dell’Inghilterra dei secoli XVII-XIX. Vi sono in mostra opere di Leonardo da Vinci, Raffaello, Giorgione, Tiziano, Caravaggio, Tiepolo, El Greco, Velasquez, Jordans, Rubens, Van Deick, Rembrandt, Pussin, Delacroix, Monet, Renoir, Pissarot, Van Gohg, Matisse, Picasso e dei altri. Nella sezione dell’Oriente ha luogo una mostra permanente dedicata alla cultura Egiziana antica. Vi sono custoditi oggetti estremamente interessanti della Russia Antica e di quella di Pietro I esposti nella sezione della Storia della Cultura russa.

Nel museo vi si trova anche l’esposizione autonoma dal nome “il Deposito d’Oro” la quale consiste d’oggetti fatti da diversi popoli nelle diverse epoche (dai sarmati fino al XX secolo) utilizzando gemme e metalli nobili.

Storia

Non esiste al mondo un museo che possa competere per vastità e qualità con l'Hermiatge. La sua collezione annovera più di tre milioni d’opere. Il museo è specializzato nella pittura del rinascimento italiano e dell'Impressionismo francese, ma possiede anche un’immensa collezione di lavori di Rembrandt, Picasso e Matisse. I visitatori possono scoprire la collezione inerente sia all'arte greca e romana, sia quella siberiana e dell'Asia Centrale. Tra le varie attrattive dell'Ermitage vi è il museo stesso, con le sue stanze stuccate e la sua particolare architettura. Essendo l'Ermitage così vasto, le sue collezioni così corpose e diverse, i suoi interni così preziosi, molti visitatori preferiscono vederlo in più giorni, piuttosto che fare una estenuante e frenetica maratona. Ci sono talmente tanti capolavori da vedere che è meglio dare una scorsa ad un libretto guida o farsi accompagnare da una guida stessa.

Le origini dell'Ermitage sono rintracciabili nella collezione privata di Pietro il Grande, il quale acquistò molti capolavori durante i suoi viaggi per poi appenderli nella sua residenza. Caterina la Grande estese notevolmente la collezione, e lei e i suoi discendenti acquistarono numerose opere provenienti da collezioni private d’aristocratici e monarchici dell'Europa dell'Ovest. Quando Nicola II ascese, al potere nel 1894, ereditò la più grande collezione di opere d'arte d'Europa.

Dopo la rivoluzione del 1917 il museo venne aperto al pubblico e la collezione si arricchì d’opere moderne provenienti da collezioni private. Oggi, l'Ermitage si è imbarcato in una nuova fatica. Infatti, la sua collezione sta per essere riorganizzata e, per la prima volta, alcuni suoi capolavori sono pronti per essere mostrati all'estero.

Dei due milioni e settecentomila pezzi che compongono la sua eccezionale collezione, viene esposto solo il 10 per cento per mancanza di spazio. Il resto, o rimane chiuso nei sotterranei o viene mandato all'estero, in tourneè. E questo, nonostante che il museo occupi quattro palazzi compresi tra la piazza del Palazzo, la via Chalturin e il lungo Neva, e possa vantare 374 sale aperte al pubblico (in totale, ventidue chilometri di percorso) ammirate da una media di tre milioni e mezzo di visitatori all'anno. Tra i primi atti del governo comunista ci fu quello di nazionalizzare il museo; durante il secondo conflitto mondiale oltre centoventimila capolavori, furono trasferiti in gran segreto negli Urali mentre i mobili e il resto delle collezioni venne nascosto negli scantinati. Perché la storia dell'Ermitage è la storia della più superba raccolta di quadri al mondo. Nonostante fosse stato Pietro I a porre le basi della collezioni, sarà Caterina a dare l'impulso decisivo; la zarina, raffinata mente politica, aveva ben compreso il legame tra il prestigio culturale e il prestigio politico di un'impero. Il museo crebbe a ritmo vertiginoso: in un solo anno, era il 1768, vi entrarono ben seicento opere di pittori fiamminghi, olandesi e francesi. E si arricchì a tempo di record, acquisendo a scatola chiusa intere collezioni europee, con opere di Rembrandt, Rubens, Giorgione, Guido Reni, Poussin. Una passeggiata per le fastose sale dell'Ermitage equivale a ripercorrere la storia della pittura europea: dalla Madonna dell'Annunciazione di Simone Martini, ai grandi maestri italiani del Quattrocento come Botticelli, Filippo Lippi e Perugino. E, ancora, Leonardo, Raffaello, Caravaggio, Tiziano e Tiepolo. Ma anche splendidi fiamminghi con una quarantina di opere di Rubens e una trentina di Van Dyck. Si arriva fino a Monet, Van Gogh, Degas e Picasso.

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