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Centro Salesiano Don Bosco

Il possibile e' stato fatto, l'impossibile lo stiamo facendo, per i miracoli ci stiamo attrezzando!

Un cespuglio secco che rotola spinto dal vento, terra sterile, paesaggio desertico e sullo sfondo qua e là qualche cactus, qualcuno di forma antropomorfa con le braccia alzate quasi a dire “m’arrendo!”, questo e’ quanto s’intravede tra le costruzioni sorte lungo miglio 17 della strada che dalla miniera Dalton porta a Rio Bravo. Sulla sinistra l’ufficio dello sceriffo, di fronte le pompe funebri Mortimer, piu’ avanti il saloon, la lavanderia cinese, il bordello, il fabbro... Tutte sagome che ricreano lo scenario d’un film westerm; Sagome atte a riprodurre una realta’ virtuale ma pur sempre finzione, rette da un cavalletto di legno e nulla piu’, basta quindi girare l’angolo per scoprire lo stratagemma e ritornare nel mondo reale. Non esiste similitudine migliore per descrivere in termini pratici la Russia: Immenso set cinematografico in cui sagome di cartone, ricreano un’immagine menzognera della realta’, finzione perfetta a tal punto che persino gli autoctoni finiscono per convincersi della veridicita’ del loro mondo virtuale; Ecco cosi’ che quando si giunge nella splendida Pietroburgo lungo la prospettiva Moskovskiy (l’unica via che dall’aeroporto porta in centro), splendidi e poderosi edifici (Stalinskiy Dom) sorgono in bella vista su ambo i lati, ma poi chi veramente e’ andato a vedere oltre questi edifici lo scempio edilizio e le spaventose condizioni delle strade parallele? E nella bellissima prospettiva Nevskiy, chi mai e’ capitato nel cortile “schifoso” dell’edificio a fianco del sontuoso Hotel Nevskiy Palaces? Non parliamo poi di tutti quei lavori di facciata per i trecento anni dalla fondazione, uno scenario perfetto per le delegazioni istituzionali invitate! E poi, nel passato piu’ recente (1961), il voler dimostrare al mondo d’essere uno Stato dove la tecnologia e’ al servizio della civilta’ (sempre nella politica di creare un’immagine di facciata), portarono Gagarin ad essere il primo uomo nello spazio, ma tuttora nel XXI secolo costruiscono auto su modello delle vecchie Fiat 124 e vivono in appartamenti in standard ben diverso da quello mostrato in televisione nella pubblicita’ di “mister-muscolo” e prodotti vari.

Ecco quindi che giunti a Gatchina (cittadina di 90.000 abitanti a mezzora di strada da Pietroburgo), magari su un vecchio autobus scassato, ben lontani da finti scenari, nella Russia vera, quella che il turista non vede, quella che non appare nemmeno per televisione, non ci si stupisce nel vedere ruderi e costruzioni all’apparenza bombardate e abbandonate. Un paese d’una semplicita’ ossessiva, dove architetti hanno ceduto il posto ad ingegneri edili capaci di progettare cose funzionali a basso costo.

Con grande stupore, si scopre che nella “similbombardata” chiesa cattolica, e’ stato creato un vano nell’abside in cui viene celebrata messa, finalmente un esempio che sfugge alla logica dell’immagine di facciata! Questo e’ solo un presagio, perche’ giunti presso il vicino “Centro Salesiano Don Bosco” troviamo un raro esempio di quello che e’ l’esatto contrario del concetto d’immagine di facciata: una serie d’edifici austeri, grigi, brutti all’inverosimile, ma all’interno celano una scuola ad indirizzo grafico e commerciale, un pensionato, una tipografia di tutto rispetto. L’organizzazione Salesiana dal 1993 (anno in cui ha iniziato ad operare presso la scuola), ha fatto l’impossibile per portare a livelli dignitosi una scuola che altrimenti sarebbe rimasta di stile sovietico, forti contrasti persistono tuttora tra quanto e’ stato fatto e quanto rimane della precedente situazione. Grosse risorse sono state protratte anche in cose meno tangibili, come per esempio aggiornare gli insegnanti presso centri di formazione in Svizzera o rinnovare periodicamente le attrezzature tecniche che altrimenti sarebbero obsolete. Il miracolo sta avvenendo in un paese in cui vi sono mille difficolta’, non solo il clima e la lingua, ma per esempio la chiesa cattolica non e’ riconosciuta dallo stato e di conseguenza non sempre viene visto di buon occhio l’operato delle organizzazioni cattoliche.

Complimenti a tutti quanti si sono e si stanno prodigando alla riuscita della nobile iniziativa.

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